I patti prematrimoniali

I patti prematrimoniali

  • Pubblicato il: 20 aprile 2012

Mentre in America è possibile stipulare degli accordi prima delle nozze in cui si prevedono le condizioni di un possibile divorzio in modo da non spendere una fortuna in avvocati per un’eventuale separazione, in Italia questo non è assolutamente consentito.

La legge italiana afferma che gli sposi non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge come effetto del matrimonio.

Secondo le attuali norme del Bel Paese sono nulli gli accordi con cui i coniugi stabiliscono le condizioni di un possibile futuro divorzio.

Tale regola vale sia per i patti concordati prima delle nozze, sia per quelli stipulati durante la convivenza e anche per quelli che vengono stabiliti al momento della separazione per definire il contenuto del divorzio che in generale sarà effettivo tre anni dopo.

La domanda nasce spontanea: perché in America si può fare e in Italia no? E’ soprattutto una questione culturale perché con tali regole il matrimonio verrebbe “sporcato” da un accordo economico relativo tra l’altro all’ipotesi di un divorzio che teoricamente dovrebbe essere esclusa in partenza.

E’ questo il motivo per cui le regole che disciplinano la famiglia sono ritenute “indisponibili”, non sono cioè modificabili dagli sposi secondo il loro libero arbitrio.

Inoltre si ritiene che se fossero accettati i patti prematrimoniali, la parte più debole potrebbe soccombere accettando un accordo non equo in un momento molto particolare come quello che precede le nozze.

E’ chiaro che la legge andrebbe rivista perché presenta qualche incoerenza: da una parte non tollera qualsiasi accordo su un eventuale futuro divorzio, dall’altro consente che i coniugi, al momento del matrimonio, scelgano il regime di separazione dei beni a sfavore della comunione dei beni, ovvero la norma più significativa a tutela del coniuge più debole.

C’è un’importante novità però: dal 21 giugno 2012 potrà essere applicato un regolamento dell’Unione Europea secondo cui i coniugi, al momento delle nozze, possono decidere quale legge sarà applicabile al loro eventuale divorzio. Una vera e propria svolta per l’Italia visto che non tutti gli Stati dell’Unione hanno aderito, ma solo altri 13 tra cui Germania, Francia, Belgio, Spagna e Austria.

 

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